Protesi di anca | Dott. Paolo Lucci

Protesi di anca

L’articolazione dell'anca

L’anca è l’articolazione tra la testa del femore e l’acetabolo del bacino. Le superfici articolari sono rivestite da cartilagine, tessuto che permette lo scorrimento fisiologico della testa femorale nell’acetabolo e consente i movimenti di rotazione interna ed esterna, la flessione, l’estensione e l’adduzione e l’abduzione della coscia

Nell’artrosi dell’anca, la cartilagine articolare risulta usurata per età, traumi o patologie metaboliche, causando una riduzione dello scorrimento della testa del femore nell’acetabolo e limitando il movimento e provocando dolore.

La coxartrosi si manifesta con dolore inguinale, rigidità articolare, limitazione del passo, zoppia e difficoltà a rialzarsi dalla posizione seduta o a svolgere le normali attività quotidiane come mettersi le calze o allacciarsi le scarpe.

La protesi d'anca

La protesi dell’anca è un dispositivo artificiale che sostituisce l’articolazione coxofemorale usurata.

Le superfici danneggiate dall’artrosi vengono rimosse e sostituite con le componenti protesiche. La testa femorale viene sostituita con una testa in ceramica o in metallo (cromo-cobalto) che viene ancorata ad uno stelo in titanio o in lega di cromo-cobalto, fissato nel canale femorale.

La fissazione femorale dello stelo puo’ essere cementata o non cementata. La fissazione non cementata avviene tramite un incastro (press-fit) dello stelo di titanio nel canale femorale. La fissazione cementata, invece, avviene tramite il posizionamento di uno stelo in lega di cromo-cobalto cementato nel canale femorale.

La cartilagine usurata dell’acetabolo viene rimossa e sostituita con una coppa in titanio o tantalio fissata ad incastro con la possibilità, in caso di scarsa tenuta, di migliorare la fissazione mediante l’utilizzo di viti. All’interno della componente protesica acetabolare si posiziona un inserto in polietilene o in ceramica, che costituirà la nuova superficie di scorrimento per la testa femorale.

L'intervento

Il ricovero avviene il giorno stesso dell’intervento o in alcuni casi il giorno prima.

In sala operatoria viene eseguita un’anestesia spinale che durerà poco più dell’intervento, in modo da poter recuperare al più presto la mobilità. Soltanto in casi selezionati viene praticata un’anestesia generale.

Dopo l’intervento, una volta eseguita una radiografia di controllo post-operatoria, il paziente torna in reparto.

La riabilitazione inizia il primo giorno dopo l’intervento chirurgico e consiste in esercizi di mobilizzazione e rinforzo muscolare dell’arto operato, uso corretto delle stampelle o deambulatore. Viene inoltre insegnato come eseguire gli spostamenti e come camminare in modo corretto. Dopo 3-4 giorni di degenza, il paziente viene dimesso e continua la fisioterapia domiciliare o in centri fisioterapici per circa 20 giorni. Dopo 15 giorni dall’intervento il paziente può togliere una stampella e dopo 30 giorni può togliere anche la seconda. I punti di sutura vengono rimossi a 15-16 giorni dall’intervento.

Protesi di anca

L’articolazione dell'anca

L’anca è l’articolazione tra la testa del femore e l’acetabolo del bacino. Le superfici articolari sono rivestite da cartilagine, tessuto che permette lo scorrimento fisiologico della testa femorale nell’acetabolo e consente i movimenti di rotazione interna ed esterna, la flessione, l’estensione e l’adduzione e l’abduzione della coscia

Nell’artrosi dell’anca, la cartilagine articolare risulta usurata per età, traumi o patologie metaboliche, causando una riduzione dello scorrimento della testa del femore nell’acetabolo e limitando il movimento e provocando dolore.

La coxartrosi si manifesta con dolore inguinale, rigidità articolare, limitazione del passo, zoppia e difficoltà a rialzarsi dalla posizione seduta o a svolgere le normali attività quotidiane come mettersi le calze o allacciarsi le scarpe.

La protesi d'anca

La protesi dell’anca è un dispositivo artificiale che sostituisce l’articolazione coxofemorale usurata.

Le superfici danneggiate dall’artrosi vengono rimosse e sostituite con le componenti protesiche. La testa femorale viene sostituita con una testa in ceramica o in metallo (cromo-cobalto) che viene ancorata ad uno stelo in titanio o in lega di cromo-cobalto, fissato nel canale femorale.

La fissazione femorale dello stelo puo’ essere cementata o non cementata. La fissazione non cementata avviene tramite un incastro (press-fit) dello stelo di titanio nel canale femorale. La fissazione cementata, invece, avviene tramite il posizionamento di uno stelo in lega di cromo-cobalto cementato nel canale femorale.

La cartilagine usurata dell’acetabolo viene rimossa e sostituita con una coppa in titanio o tantalio fissata ad incastro con la possibilità, in caso di scarsa tenuta, di migliorare la fissazione mediante l’utilizzo di viti. All’interno della componente protesica acetabolare si posiziona un inserto in polietilene o in ceramica, che costituirà la nuova superficie di scorrimento per la testa femorale.

L'intervento

Il ricovero avviene il giorno stesso dell’intervento o in alcuni casi il giorno prima.

In sala operatoria viene eseguita un’anestesia spinale che durerà poco più dell’intervento, in modo da poter recuperare al più presto la mobilità. Soltanto in casi selezionati viene praticata un’anestesia generale.

Dopo l’intervento, una volta eseguita una radiografia di controllo post-operatoria, il paziente torna in reparto.

La riabilitazione inizia il primo giorno dopo l’intervento chirurgico e consiste in esercizi di mobilizzazione e rinforzo muscolare dell’arto operato, uso corretto delle stampelle o deambulatore. Viene inoltre insegnato come eseguire gli spostamenti e come camminare in modo corretto. Dopo 3-4 giorni di degenza, il paziente viene dimesso e continua la fisioterapia domiciliare o in centri fisioterapici per circa 20 giorni. Dopo 15 giorni dall’intervento il paziente può togliere una stampella e dopo 30 giorni può togliere anche la seconda. I punti di sutura vengono rimossi a 15-16 giorni dall’intervento.